Negli ultimi mesi, diverse indagini hanno fatto emergere un lato oscuro dell’industria del lusso.
Le autorità hanno scoperto che alcuni noti marchi internazionali producevano parte delle proprie collezioni attraverso fornitori che impiegavano manodopera a bassissimo costo, spesso in condizioni di sfruttamento e semi-schiavitù.
In certi casi, prodotti venduti a migliaia di euro risultavano realizzati a poche decine di euro in laboratori gestiti da subappaltatori, dove i lavoratori dormivano negli stessi spazi in cui lavoravano.
Uno scenario che solleva interrogativi profondi: fino a che punto i brand conoscono davvero la propria filiera?
E come possono garantire trasparenza e responsabilità etica nella produzione?
La complessità delle filiere della moda
Il settore moda e lusso si fonda su una rete produttiva sempre più frammentata e talvolta opaca.
Un singolo capo può coinvolgere decine di fornitori e subfornitori distribuiti in vari Paesi, rendendo difficile monitorare ogni fase del processo.
Molte aziende affidano parte della produzione a laboratori esterni, che a loro volta subappaltano ad altre realtà non ufficiali, spesso prive di controlli e tutele.
Questo meccanismo crea terreno fertile per abusi, lavoro nero, sfruttamento e persino falsi “Made in Italy”.
Oggi il consumatore è più attento che mai a sostenibilità e responsabilità etica: un singolo scandalo può cancellare anni di lavoro sul valore del brand.
La responsabilità delle aziende: conoscere la propria filiera
Nel lusso contemporaneo, la vera sfida non è solo la qualità estetica, ma la qualità etica.
Le aziende devono conoscere e monitorare ogni anello della catena produttiva, non solo per rispettare la legge, ma per difendere la propria reputazione.
Questo significa attivare processi strutturati di due diligence e background check, capaci di individuare in anticipo:
- condizioni di lavoro irregolari nei laboratori esterni;
- subappalti non autorizzati o fittizi;
- collegamenti con soggetti coinvolti in indagini o attività illecite;
- anomalie economico-finanziarie e fiscali;
- potenziali rischi reputazionali e di immagine.
In sintesi, conoscere la propria filiera oggi significa proteggere il proprio brand, prima che il danno reputazionale macchi anni di lavoro.
L’approccio Vigilar Group: etica, controllo e reputazione
Vigilar Group supporta le aziende nella conoscenza approfondita dei propri partner e fornitori attraverso un approccio integrato di intelligence, data analysis e due diligence.
L’obiettivo è semplice: prevenire i rischi prima che diventino problemi, garantendo trasparenza, conformità e tutela della reputazione aziendale.
Grazie alla piattaforma proprietaria Info Hunter, Vigilar Group offre un sistema modulare di supply chain intelligence in grado di individuare tempestivamente criticità legali, economiche, reputazionali e ESG lungo tutta la filiera produttiva.
Le nostre attività comprendono:
- mappatura e tracciamento dei fornitori diretti e indiretti;
- analisi reputazionale e legale di partner e subappaltatori;
- ricostruzione dei collegamenti tra soci, amministratori e UBO;
- verifica di conformità normativa, etica e ambientale;
- monitoraggio continuo su media, social e banche dati certificate;
- analisi predittiva dei rischi mediante modelli di AI e big data.
Tutte le analisi sono condotte nel pieno rispetto del GDPR e utilizzano esclusivamente fonti aperte, documentate e verificabili.
I livelli di analisi Info Hunter
Info Hunter opera su due livelli di approfondimento, calibrati su urgenza, budget e grado di rischio rilevato:
1️⃣ Indagine Preliminare – AI Check / O.S.Int.
Attivabile direttamente dal cliente, fornisce un responso in circa 30 minuti.
Si basa su fonti open source e algoritmi di intelligenza artificiale, offrendo una fotografia immediata del rischio reputazionale e operativo del target. È il primo filtro rapido per individuare anomalie o segnali di rischio nella filiera.
2️⃣ Indagine di Secondo Livello – Human Supervision / OSINT & Data Analysis
Richiede da 2 a 5 giorni ed è supervisionata da analisti di intelligence.
Include analisi OSINT approfondite, verifica di banche dati certificate e redazione di un report completo e garantito sui rischi reputazionali, finanziari e legali.
Fornisce una base certa per decisioni strategiche, audit interni e verifiche ESG.
Il terzo livello (Due Diligence investigativa)
Per i casi più complessi, quando emergono elementi di rischio significativi o sospetti strutturali nella catena produttiva, Vigilar Group può attivare indagini di livello superiore.
Queste comprendono verifiche su proprietà effettiva, asset patrimoniali, contenziosi giudiziari, network relazionali e analisi finanziarie.
Si tratta di attività riservate, svolte secondo i più elevati standard di due diligence investigativa, con piena validità documentale e probatoria.
Un approccio proattivo alla tutela del brand
Molte aziende credono che la semplice adozione di procedure di compliance interne sia sufficiente a garantire trasparenza e legalità.
La realtà delle filiere del lusso è però molto più complessa: dietro catene di fornitura apparentemente regolari possono celarsi reti opache di subappalti, prestanome e società di comodo che sfuggono ai controlli standard.
La vera tutela nasce solo da un approccio investigativo e proattivo, capace di andare oltre i documenti e le autodichiarazioni.
Vigilar Group consente alle imprese di conoscere davvero i propri partner, analizzando legami societari, reputazionali e giudiziari e ricostruendo l’intera mappa relazionale della filiera.
Solo chi indaga in profondità può davvero proteggere il proprio brand, il proprio valore e la propria reputazione.