Vigilar Group ha pubblicato un report indipendente di analisi dei rischi di sicurezza legati ai Giochi Olimpici Invernali Milano–Cortina 2026.
Non si tratta di un documento “decisionale” e non ha finalità accusatorie: non attribuisce responsabilità, non esprime giudizi su singole organizzazioni e non si sostituisce al lavoro delle autorità competenti. È, piuttosto, un contributo tecnico: una lettura strutturata delle possibili criticità, utile a comprendere dove il sistema può diventare vulnerabile e in quali condizioni i rischi tendono a sommarsi.
Il report si fonda su un principio guida:
“Il rischio non è tanto determinato dall’eventualità di un attacco eccezionale, quanto dalla somma di fragilità ordinarie in un evento straordinario e dalla capacità di mitigarle.”
Un lavoro basato su fonti aperte e analisi strutturata
Il report è stato sviluppato integrando fonti istituzionali, documentazione tecnica, dati e informazioni pubbliche, analisi di contesto e comparazione con casi internazionali.
L’obiettivo non è “prevedere” cosa accadrà, quanto costruire scenari plausibili e identificare i fattori che, storicamente e operativamente, aumentano il rischio in un grande evento: chiarezza della catena decisionale, continuità operativa, gestione dei flussi, capacità di coordinamento e qualità della comunicazione in condizioni di pressione.
Cosa emerge in sintesi: rischio cumulativo e fragilità interdipendenti
La principale evidenza del report è che il profilo di rischio complessivo non è spiegato da una singola minaccia dominante, bensì dalla possibilità che più criticità “ordinarie” si presentino insieme, generando effetti a catena. In un evento ad alta visibilità internazionale, anche fenomeni non eccezionali – congestioni logistiche, disservizi, eventi meteo, anomalie informative, episodi locali – possono diventare rilevanti se si verificano nello stesso momento e nello stesso perimetro operativo.
Milano–Cortina 2026 presenta inoltre un tratto distintivo: la dispersione geografica delle sedi, tra poli urbani e località alpine, con corridoi logistici e nodi di mobilità distribuiti. Questa configurazione amplia la superficie di esposizione e rende più complesso mantenere uniformità di standard, tempi e coordinamento, soprattutto nelle fasi di picco.
Le aree analizzate
Il report sviluppa l’analisi su più dimensioni, perché l’evento non è “un luogo”, ma un ecosistema. Tra i principali ambiti:
- Sicurezza fisica e gestione dei flussi (venue, accessi, safety, congestioni, contesti alpini)
- Nodi di mobilità e sicurezza dei trasporti, con attenzione alla continuità operativa e agli effetti “a cascata” sul sistema-evento
- Sicurezza aeroportuale, considerata come elemento critico in presenza di incrementi di traffico e stress sui controlli
- Cybersecurity e disinformazione, come rischi capaci di produrre impatti operativi e reputazionali (interruzioni, ransomware, campagne di manipolazione informativa)
- Terrorismo, estremismo e radicalizzazione online, nella logica del rischio a bassa probabilità ma alto impatto, con attenzione alle dinamiche opportunistiche e ai possibili target “soft”
- Microcriminalità e fenomeni predatori, con focus su aree ad alta densità di flusso e sul tema della sicurezza percepita
- Baby gang e conflittualità urbana, trattate come indicatori di contesto e potenziale fattore di pressione locale
- Criminalità sommersa e rischi collaterali, inclusi possibili incrementi opportunistici di traffici di droga e sfruttamento della prostituzione in aree ad alta attrattività
- Governance e fattori economico-organizzativi, letti per le ricadute sulla capacità di mitigare criticità (tempi, qualità, ridondanza, gestione dell’imprevisto)
Una logica di scenario: la capacità di mitigare fa la differenza
Nel report non si parla di “collasso annunciato”, ma nemmeno di rischio “basso”. L’analisi colloca il profilo complessivo in una fascia medio–alta e insiste su un punto operativo: la differenza la fa la capacità di mitigare la somma delle fragilità ordinarie quando la pressione aumenta.
In concreto: coordinamento tra attori, chiarezza della catena decisionale, processi ridondanti dove necessario, continuità dei servizi essenziali, comunicazione efficace e gestione rapida dei segnali di stress, prima che diventino cumulativi.
A chi è utile
Il documento è pensato per una fruizione professionale: stakeholder pubblici e privati, operatori della filiera, infrastrutture, aziende che gestiscono flussi, sicurezza, servizi, compliance e reputazione. È strutturato per consentire una lettura rapida tramite Executive Summary e approfondimenti per area tematica.
Il report è disponibile per il download qui
In alternativa, è possibile visionare un mini sito con le principali risultanze emerse dal report qui.
Per richieste media o approfondimenti tecnici: info@vigilargroup.com