In data odierna, 5 maggio 2025, si è svolto nella sede di Confcommercio Milano, il convegno nazionale “La Sicurezza del Trasporto Ferroviario”, promosso da ANIVP (Associazione Nazionale Istituti di Vigilanza Privata) con la collaborazione di Confcommercio e Confedersicurezza.
Un evento di rilievo che ha visto la partecipazione di importanti rappresentanti istituzionali e del settore, tra cui il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il Presidente di ANIVP Tullio Mastrangelo, il Presidente di AISeM Vincenzo Acunzo, il Segretario Generale di Confcommercio Milano Marco Barbieri, e numerosi esperti della sicurezza ferroviaria.

Su invito personale del Dottor Tullio Mastrangelo, anche il management di Vigilar Group ha preso parte al convegno:
il CEO Francesco Castro, il Direttore Intelligence Davide Castro, e il Direttore Business Development Mauro Cattana hanno rappresentato l’agenzia, da anni attiva nel campo della security, intelligence e dell’investigazione applicata.
L’intervento del Ministro Salvini ha ribadito la volontà del Governo di rafforzare la sicurezza nel trasporto ferroviario, valutando anche l’impiego di guardie giurate a bordo treno per affiancare le forze dell’ordine e aumentare la percezione di sicurezza dei passeggeri.
Un tema rilanciato dal Dottor Mastrangelo e da altri ospiti, che hanno posto l’accento sulla necessità di un partenariato pubblico-privato strutturato.

Durante le pause dell’evento, e successivamente nel corso di approfondimenti, il management di Vigilar Group ha elaborato una serie di osservazioni strategiche che riteniamo rilevanti per il dibattito tecnico sulla sicurezza ferroviaria:
- La necessità di evolvere il modello di sicurezza ferroviaria con un approccio più proattivo e deterrente, sul modello spagnolo post-Madrid 2004, introducendo forme rapide ma efficaci di pre-controllo accessi e screening non invasivo;
- L’interesse verso tecnologie di analisi predittiva, riconoscimento comportamentale e facial recognition integrate con fonti open source, capaci di generare un “mini profilo di rischio” per soggetti presenti nelle stazioni, pur nel rispetto delle normative GDPR;
- L’opportunità di coinvolgere gli operatori privati specializzati in investigazione e sicurezza predittiva nella fase prevenzione/tracciamento dei soggetti a rischio, ad esempio legati a criminalità organizzata, radicalizzazioni o minacce interne;
- L’importanza, anche culturale, di affiancare alla vigilanza tradizionale figure formate alla micro-osservazione investigativa, capaci di individuare comportamenti sospetti nei contesti ferroviari ad alta criticità.
Questi temi sono stati ricollegati anche a quanto accaduto recentemente in Europa, in particolare al blackout del 29 aprile 2025, che ha coinvolto Spagna, Portogallo e Francia: un evento di possibile matrice cyber che ha dimostrato come le infrastrutture ferroviarie possano essere oggi vulnerabili ad attacchi digitali, con impatti concreti su mobilità e sicurezza.
In questo senso, la nostra azienda ribadisce la necessità di integrare sicurezza fisica, cyber e operativa in una logica unica di resilienza, proponendo scenari di simulazione, piani di business continuity e sistemi predittivi integrati.
Parlando di scenari di sicurezza, è doveroso richiamare un post di Davide Castro in un vecchio blog di Vigilar Group del 2012, dal titolo “Sicurezza e Treni“, che già allora denunciava gravi vulnerabilità nelle grandi stazioni ferroviarie italiane e l’assenza di un modello preventivo strutturato. A 13 anni di distanza, percezione del rischio e criticità sono in parte peggiorate: baby gang, aggressioni, presidi abusivi, rischi ibridi.
Secondo il nostro Ceo Francesco Castro “Oggi abbiamo finalmente strumenti tecnologici e organizzativi per cambiare paradigma. Ma servono volontà e regole. La sicurezza ferroviaria è un obiettivo raggiungibile solo se si passa da una logica reattiva a una visione predittiva e integrata“.
L’incontro ha confermato quanto la collaborazione tra pubblico e privato, tecnologia e formazione, sicurezza fisica e digitale, sia l’unica via percorribile per affrontare le nuove sfide di un trasporto ferroviario davvero sicuro.
Congratulazioni
Indubbiamente lodevole iniziativa (ben vengano in tutti i settori) ma a mio modesto parere maturato dopo 35 anni di attività investigativa nei reparti della Polizia di Stato, se non vengono modificati diversi articoli del c.p. e delle procedure burocratiche ( pene certe ed espulsioni immediate ( 50% dei reati commessi sui treni ad opera di cittadini stranieri) nulla cambierà…